
Le piante tappezzanti sono caratterizzate da una modalità di crescita “in larghezza”: si mantengono cioè molto basse e sono quindi adatte a essere utilizzate come piante coprisuolo, vere e proprie pavimentazioni verdi viventi. Sono contraddistinte dalla presenza di fusti erbacei che, nella maggior parte delle specie, scompaiono in parte o del tutto durante l’inverno, per poi ricomparire e svilupparsi vigorosamente la primavera successiva.
In giardino le piante tappezzanti offrono svariate soluzioni e sono capaci di creare imprevisti e originali effetti ornamentali. L’effetto decorativo migliore si ottiene generalmente usandole in gruppi.
Rispetto al prato le piante coprisuolo, con il loro portamento “libero” hanno un aspetto più naturale: ecco perché sono particolarmente indicate per ottenere zone informali. Senza contare che offrono variopinte fioriture stagionali capaci di ravvivare il giardino.
Nelle zone in pendenza, di accentuata o scarsa inclinazione, le piante tappezzanti svolgono un ruolo di controllo del movimento del suolo, evitando la naturale erosione del terreno.
Essendo piante erbacee o arbustive striscianti possiedono infatti molte radici che si distribuiscono nel terreno come una fitta rete, contribuendo così alla sua solidità. Non solo: queste piante proteggono anche il suolo dal martellamento della pioggia, dallo scorrimento dell’acqua in superficie e dalla forza del vento. Tutte funzioni svolte con molta efficacia sia nei piccoli giardini sia nelle grandi distese, siano esse naturali o risultato di scavi per la costruzione di strade e infrastrutture.
In giardino le superfici in pendenza possono essere rivestite con un’unica specie o con esemplari di specie diverse. Le coperture con un’unica specie sono spesso utilizzate per ottenere macchie di colore intense, mentre l’uso in consociazioni miste è particolarmente adatto per creare coperture vegetali più naturalistiche e zone sempreverdi (o fiorite) su superfici più ampie.
Nelle zone sotto gli alberi le piante (ma anche il prato ornamentale o sportivo) crescono con difficoltà. Per queste aree vanno dunque scelte particolari specie da prato oppure, in alternativa piante appezzanti tipicamente ombrofile e che non amano luminosità intensa.
Sotto le scure chiome di cedri e faggi, per esempio, è possibile ottenere splendidi tappeti verdi usando covallaria, pachisandra, erica, edera variegata, e anche il poco utilizzato mughetto.
Nei terreni duri e poco lavorati, o dove non esiste la possibilità di eseguire un’adeguata manutenzione e irrigazione, l’uso di una o più specie di piante copri suolo sempreverdi o fiorifere permette di realizzare ampie coperture vegetali di grande effetto.
Per proteggere la base degli alberiPurtroppo sono molti gli alberi che, durante le operazioni di taglio del prato, vengono danneggiati dalle lame o dai fili dei decespugliatori e dei tagliaerba, i quali causano loro ferite che nel giro di pochi mesi si trasformano in carie del legno, o cavità, che a loro volta provocano malattie gravi e talora letali. Senza contare che ancor prima, tali ferite determinano problemi di instabilità delle piante e il conseguente rischio di abbattimento. Per ovviare a questo problema le aree attorno alla base dei tronchi possono essere coperte, invece che con il prato, con piante erbacee coprisuolo in forma di aiuola o di tappeto fiorito o sempreverde. In questo modo le operazioni di taglio restano confinate lontano dagli alberi, e la loro corteccia resta integra.
Manutenzione minima per le piante tappezzantiLo sviluppo delle piante coprisuolo è sempre di modesta entità e sia per la loro forma sia per il loro portamento strisciante o nanizzante, esse richiedono una manutenzione annuale limitata e poco impegnativa. Rispetto a un prato che necessita di tagli frequenti, anche per permettere un facile accesso, queste piante spesso richiedono soltanto di essere bagnate durante la stagione più calda, oltre che di essere concimate e tagliate ogni uno o due anni (in base alla specie). Rustiche ed estremamente adattabili, si adeguano inoltre piuttosto facilmente alle variazioni ambientali.